Adrieve nasce da due elementi: mia nonna Adriana e "rêve" (sogno, in francese). Ma in questo caso il sogno non è qualcosa di romantico. "Rêve" è un modo per raccontare cosa fa la demenza: sposta i ricordi, altera il presente e crea una realtà diversa; come se mia nonna vivesse in un sogno continuo, fatto di frammenti del passato e momenti che si ripetono.
Mia nonna è la persona che mi ha insegnato l'uncinetto, la maglia e il cucito. Da bambina cucivo i vestiti ai peluche e lei mi guidava. È grazie a lei se oggi conosco il valore della manualità, della pazienza e della cura nei dettagli.
Adrieve nasce da questo intreccio tra ciò che mi ha insegnato e ciò che la malattia sta trasformando. Questo è il mio modo per tenerla con me, di trasformare la memoria in modo concreto. Lei mi ha insegnato le mani possono raccontare storie. Se i ricordi possono svanire, quello che mi ha insegnato può vivere attraverso ciò che creo.
Adrieve è dedicato a lei. E a tutti quei legami che nemmeno la demenza può cancellare.
Mi chiamo Maria Vittoria e sono la fondatrice di Adrieve. Realizzo borse fatte interamente a mano e personalizzabili in ogni dettaglio. Ogni modello nasce all’uncinetto e prende forma punto dopo punto, con la stessa cura che mi è stata insegnata fin da bambina. Studio ingegneria biomedica, e Adrieve è nato durante l’università. Creare è diventato il mio spazio personale: un modo per rallentare, concentrarmi su ogni punto, liberare la creatività e trasformare il tempo in qualcosa di concreto. Ho sempre cucito fin da piccola insieme a mia nonna. Con Adrieve ho unito quell’eredità manuale alla mia identità di oggi, trasformando una passione in un progetto reale.
I valori che guidano Adrieve sono la memoria, l’attenzione ai dettagli e l’artigianalità. Credo nella lentezza del fare a mano, nell’originalità e nella possibilità di distinguersi attraverso accessori unici, pensati per essere personali prima ancora che belli.
Adrieve è il mio modo di unire precisione e creatività, tecnica e sentimento. È il luogo in cui tutto quello che ho imparato prende forma.